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La realtà, senza fregature.

aNaked Podcast #1 - Sulla Pubblicità


Riflessioni in libertà

Manchiamo da un po' di tempo, presi dalle nostre vite. Siamo tornati con questa chiacchierata che potete ascoltare qua o scaricare sui vostri lettori mp3. Fateci sapere cosa ne pensate. Se ci amate o se ci odiate. Buon ascolto.


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8 commenti, per adesso

Sevristh 13 Oct 2010

Buonissima ed interessantissima discussione. Mi piace anche questo nuovo modo di trasmettere i post ;)
Continuate così.

baku 13 Oct 2010

Grazie Sevristh, mi piace che ti piaccia. C'è sembrato un modo differente, da provare, per ragionare su quello che ci circonda.

Se hai degli argomenti che vorresti sentir trattare in un altro podcast, scrivili pure qua o inviami una mail.

Sevristh 14 Oct 2010

Ottimo ;)
Se posso, suggerirei un post su un argomento a vostra scelta del ramo economico. Avevo molto pprezzato 'Liberiamoci dai liberisti', masticate bene anche questo campo.
In alternativa, un podcast sulla guerra in Medio Oriente sarebbe molto interessante da ascoltare. A voi la scelta ;)

alvise 16 Oct 2010

Non discuto sul tema o sul podcast, io voglio solo dirti questo.Non sopporto ed è fastidioso, specialmente quando lo sento dai giornalistidella tv, che, quando parlano, intercalano gli oohh, iihhh, ehh, esempio: bla bla ooooohh, bla bla, eehhhh, bla bla iihhh, bla bla uummmm, oohhhh, ihhhhi, aaahhhh
Mamma mai, non ve ne accorgete ma è fastidiosissimo.Gli ooohhhh, uuuummmmm, iiihhh, sono dovuti ovviamente a pause in cui in quel momeento state pensando alla frase più appropriata, ma quello non deve coinvolgere chi vi sta ascoltando, sono cavoli vostri se in quel momento non sapete scegliere la frase giusta, scrivete quello che dovete dire, e vedrete che non ci saranno pause di oooohhhh, iiiihhhh, uuuummmhhh

Scusate la schiettezza papale papale
:-)

daniele 18 Oct 2010

vorrei incorporare il vostro poscast sul mio blog per utilizzarlo come spunto e svolgere la mia critica , in alcuni punti divergente dalla vostra. è possibile ?

baku 18 Oct 2010

@alvise
si, hai ragione, questo podcast non è stato editato (scrivere le cose da dire è impossibile, è una conversazione non un racconto e sarebbe anche meno spontaneo).

Eravamo un po' dubbiosi sul tagliare alcune parti e fare un editing serio, per cui abbiano preferito lasciare tutto com'era. Però prenderemo in considerazione la tua critica per le prossime attività "audio".

@daniele
mandaci una mail, spiegando cosa hai in mente e vediamo quello che possiamo fare :)

Signor D 13 Jan 2011

Sento questa discussione dopo avere ascoltato l'intervista, e forse questo vizia il mio avviso. Trovo comunque che la discussione si avviti un po' su se stessa, che talvolta si dilunghi oltremodo. Mi sembra una buona idea, come fatto per l'intervista, segnalare la durata del brano.

Per quanto riguarda l'argomento della discussione, la consapevolezza mi pare essere la chiave della questione: se scelgo, cosciente di essere orientato da fattori esterni alla valutazione costi/benefici, sono un soggetto, e non più un oggetto di condizionamento (i condizionamenti, poi, sono potenzialmente onnipresenti, certo, ed al riguardo Ivan Illich invitava a vivere in una torre d'avorio intellettuale ed a allenarsi alla conoscenza della realtà forgiando nuove parole). Ciò non toglie che chi subisce il condizionamento può esserne soddisfatto, perché questo gli permette di sentire come riempito il suo dovere verso se stesso di ricerca di felicità.

D

baku 14 Jan 2011

@Signor D
Si ce ne siamo accorti anche noi: per questo poi abbiamo deciso di limitare il tempo della discussione. Anche nel terzo podcast, che pubblicheremmo a breve, siamo rimasti attorno ai 20/25 minuti.
E' pur vero che era il nostro primo tentativo :)

Poi quando mi riascolto vorrei correggermi ogni due / tre parole, ma è un po' come andare in diretta: buona la prima e via verso la prossima.

Per quanto riguarda il tuo discorso soggetto/oggetto sono abbastanza d'accordo. Credo però che non siamo coscienti di molti dei condizionamenti (positivi o negativi che siano i loro effetti) cui siamo sottoposti.

Mi viene sempre in mente l'esempio del pesce che non percepisce l'acqua in cui nuota. La "vede" solo nel momento in cui gli viene sottratta.

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