a Naked View
Italia, album di famiglia
Non c'è niente di peggio che scorrere le immagini dell'album di famiglia della nostra repubblica e riconoscere i volti giovani e già vecchi di chi oggi ci governa, ci pontifica, ci rampogna, ci blandisce, ci insulta e a volte ci ama. Un cristallo nato alla fine della guerra e pietrificato nel trentennio che ha separato l'inizio dalla fine delle speranze di riforma, culminate nella nostra personale guerra civile contemporanea.
Non è forse facile guardare senza infingimenti gli allora eroi di un'italia in rivolta, senza curarsi di vittime e futuro, e sentirsi pervadere dall'energia che la distruzione dell'esistente provoca, invidiosi di prospettive immaginarie che si aprivano, possibilità nel caos che si viveva, lampi di paura in chi era abituato a gestire questo paese e che si trovava spiazzato e incapace di reagire, perchè non un manipolo solitario, ma un gruppo con una grande fetta di paese alle spalle li metteva per la prima volta sul banco degli imputati, in un processo del terrore?
Che ci siano stati dei morti, che ci siano stati degli omicidi, che non solo politici ma anche esponenti dell'establishment e dell'apparato e persone dalla posizione intelligentemente pacata e intermedia abbiano perso la vita, rende le immagini che hanno rischiarato e oscurato trentanni/quarantanni della nostra storia fin da allora, meno importanti, invidiabili, potenti? Sarebbero rimaste nell'immaginario e nel discorso colletivo se il loro ricordo non andasse a insinuarsi nelle faglie del nostro sistema, oggi ancora aperte?
Non siamo forse, ancora, nel dopo di allora?
Baku condividilo su Facebook
Condividi e lasciami un tuo commento
