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Liberiamoci dei liberisti


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Tagliate, tagliate, tagliate!

Il coro che si alza, giorno e notte, in Italia, come una nebbia che oscura e ottunde le menti, è il Coro dei Tagliatori. Questo coro è composto da una moltitudine di genti, le più varie e variopinte, tutte inneggianti e plaudenti al Taglio Nuovo Prossimo Venturo. Tutti a fare a gara nel suggerire il Taglio Più Grande, il Taglio Più Spettacolare, il Taglio che possa far entrare il fortunato nel Guinness dei Primati dei Tagli Suggeriti Ancorché Non Effettuati. Questi tagliatori sembrano anelare ad una nuova spesa tolta come un astinente ad un orgasmo, tanto che verrebbe da interrogarsi sul rapporto sadico che li lega ad una simile pratica.


Chi rompe paga?

Se mentalmente scorriamo i titoli dei giornali degli ultimi due anni, gli anni della Crisi, notiamo come questi tagliatori siano passati da una terminale euforia & lieve preoccupazione (però da accantonare subito, per non sciupar la festa) ad un pressante silenzio, ad un urlare scomposto "che gli Stati mettessero mano al portafogli" per "vivaiddio fare qualcosa che almeno si rendessero utili una volta ogni tanto!", per poi silenziosi e speranzosi, con le dita tutte incrociate, attendere l'esito degli incontri tra Governi e chiedere a gran voce ancora più spesa, ancora piu' soldi per salvare il Sistema, evitare il tracollo, per non finire come palazzi minati alle fondamenta che sbriciolandosi cadono su se stessi, sebbene un attimo prima sembrassero troppo grandi per poter anche solo vacillare.


E adesso questo coro, dopo che i soldi son stati spesi, che le banche son state salvate, che le risorse dei cittadini sono evaporate nel tentativo di domare l'incendio, torna a chiedere, a invocare (ad inveire quasi) nuovi tagli per sanare quei bilanci degli Stati che si son fatti più pesanti per salvare, appunto, con centinaia di miliardi di euro, proprio quelle banche, indecentemente indebitate, che erano il simbolo del nuovo Turbo Capitalismo.


E questi tagli (alle tasse, alle spese, a tutto purché si tagli) cosa andranno a sottrarre ai cittadini? Cosa sovvenziona lo stato che viene tagliato quando si decide di spendere meno per la collettività? Una sola parola, ma più che sufficiente: servizi.


E cosa si nasconde sotto la voce servizi? Tutto quello che lo Stato dà a noi cittadini sotto forma di aiuto, agevolazione, esenzione: asili, mense, sanità, scuola, ecc. E chi è che maggiormente trae beneficio da questi servizi? È presto detto.


Chi ha e chi non ha

Prendiamo il guadagno mensile di un cittadino e vediamo a che percentuale del suo introito corrisponde il servizio erogato...in parole povere una mensa meno cara, il tempo pieno a scuola, i trasporti a costo calmierato potrebbero costare allo Stato, diciamo, circa 200 euro mensili. Ecco, se guadagno 1.000 euro al mese, per me questo aiuto equivale al 20% 1 del mio stipendio mensile.


Prendiamo invece qualcuno di abbiente, un professionista affermato o un piccolo imprenditore, diciamo una persona che guadagni dieci volte più di me, una cifra attorno ai 10.000 euro mensili (non definirei queste persone ricche, ma diciamo benestanti). Per questa persona le cose sono un po' differenti tanto che il taglio incide per il 2% 2.


Per cui il taglio dei servizi dello stato incide su di me che guadagno 1.000 euro al mese per il 20%, mentre incide su una persona benestante per il 2%: su di noi dunque incide dieci volte tanto, il 1.000% in più! Una differenza notevole, senza parlare poi di chi ricco lo è davvero.


Ma facciamo un passo avanti.


Mettiamo che io debba pagare un affitto mensile, diciamo 400 euro. A questo punto me ne resteranno disponibili per spese, bollette, la vita in generale circa 600.


Se faccio nuovamente i calcoli vedrò che adesso i tagli dello Stato incidono su quella che è la mia reale capacità di spesa, assolto l'obbligo imprescindibile di pagarmi il tetto sulla testa, per un pesantissimo 33% 3, un terzo...200 euro sembrano pochi per lo Stato, ma diventano molto importanti per me!


Cosa succede al nostro benestante se applichiamo la stessa formula? Supponiamo lo stesso affitto, anzi qualcosa in più 700 euro: sul professionista il taglio incide sempre per il 2% 4.


Praticamente per lui la situazione resta identica. Adesso la differenza tra me e lui è 33% contro 2%: l'impatto che ha su di me il taglio ai servizi è quindi del 1.650% in più!


Capite dunque come questi tagli che colpiscono la popolazione, colpiscono si tutti, ma non su tutti hanno gli stessi effetti. Il tentativo è sovente quello di collegare la parola tagli al miglioramento della finanza pubblica, nascondendo dietro questo schermo il peggioramento delle condizioni di vita dei cittadini che simili scelte sempre comportano.


Il risultato che si ottiene (e a volte verrebbe da chiedersi se sia proprio casuale) è quello di ampliare il divario tra chi ha e chi non ha e, in una vicenda come quella italiana, con uno stato sociale per larga parte assente (quello che ti sostiene economicamente fino a quando non trovi un nuovo lavoro) e un livello dei salari tra i più bassi d'Europa 5, queste scelte provocheranno "morti e feriti" soprattutto in una precisa metà del campo.


Uno spettro si aggira per l'Europa?

La distribuzione della ricchezza, sempre più nelle mani di pochi, porta con sé il problema di chi ha beneficiato della globalizzazione e cosa abbiamo guadagnato nell'avere beni di consumo a prezzi inferiori se questo ha coinciso con la perdita di diritti sul lavoro, con la precarietà, con la perdita del potere di acquisto e con stipendi più bassi. È un chiaro segnale che qualcuno ha di sicuro guadagnato dallo spingere il mondo in questa direzione. E qualcun altro no.


Alla London School of Economics, a Londra, nel cuore della Finanza Europea e Mondiale, è quotidiana la riflessione sul Capitalismo, sui suoi eccessi, sugli effetti del liberismo, sulla mancanza di regole adeguate (e di chi adeguatamente le faccia rispettare), su cosa si può e su cosa si deve fare per non trovarci nuovamente sull'orlo dell'Armageddon Finanziario. Ci si interroga dunque sul sistema stesso: non solo ciò che è nella scatola dunque, ma la scatola stessa è sotto osservazione, per non dire sotto accusa. La si accusa di essere diventata, alla fine, una trappola per topi.


Avete sentito echi di questo dibattito in Italia? Chiunque tenti una simile riflessione viene tacciato di Comunismo, come se Marx non fosse in questo momento il filosofo/economista più riletto e citato del globo, nel tentativo di recuperare strumenti interpretativi che si diceva fossero oramai inutili e che invece sembrano oggi apparire più acuminati che mai. E questo perché la lotta ideologica è meno pressante fuori dai nostri confini. Dove nessuno vuol resuscitare il comunismo, ma dove ci si rende conto sempre più che il Sistema ha dei problemi e che ignorarli è una scelta che la prossima volta potremmo non essere così fortunati da poter raccontare.


Da noi, invece, hanno posto solo gli economisti liberisti, quelli con una soluzione, sempre la stessa, buona per tutte le stagioni, la cui ricetta per potersi insediare nelle menti di chi potrebbe ricevere solo svantaggi dalla sua attuazione, deve essere ripetuta come un mantra, costante, ossessiva: tagliare, privatizzare, liberalizzare, tagliare, privatizzare, liberalizzare. Questa è la strada lastricata d'oro. Dove però per liberalizzare, in Italia, si intende non introdurre più mercato, ma togliere diritti ai lavoratori. Dove per privatizzare, in Italia, si intende vendere monopoli pubblici ai privati. E dove per tagliare, in Italia, si intende togliere i servizi ai cittadini e costringerli a pagarli di tasca propria.


Le colpe

Economisti che dopo un periodo di silenzio a capo chino, tornano fuori, ancora non baldanzosi come prima, ma sempre con la stessa teoria, sempre con la stessa prospettiva, come i più frusti dei trinariciuti comunisti, sempre obbedienti, sempre fedeli alla linea, nonostante l'evidenza.


Per loro l'unica via praticabile è la distruzione sistematica dei diritti acquisiti, in una corsa al massacro verso il basso. Un ballo che non si può fermare dove i disperati saranno costretti a ballare e ballare e ballare perché solo i più forti resisteranno e potranno alla fine ottenere qualche briciola e gli altri cadranno stremati e sfiancati come bestie da soma sotto un sole che non conosce pietà.


E un giorno, tuttavia, anche loro dovranno essere chiamati a rendere conto pubblicamente, in un dibattito aperto e senza reticenze, del sangue che gli imbratta le mani: che le loro teorie hanno rovinato la vita di milioni di persone e se non hanno personalmente premuto il grilletto, le loro armi teoriche hanno dilaniato carni vive e vere.


Viene da chiedersi a volte se qualcuno si ricorda che la società è fondata su di un patto tacito e non vi è scritto da nessuna parte che i cittadini debbano accettare la perdita di diritti, il peggioramento della qualità di vita, la perdità di prospettive senza colpo ferire, in silenzio, immolati alla causa del Capitalismo Globale che renderà i suoi favori solo ai Sacerdoti del suo culto: che non si è mai visto un dio preoccuparsi dell'animale ad egli offerto in sacrificio.


Ricordate che un vitello è un vitello è un vitello. Niente più di quello e ce ne sono molti. Tutti sacrificabili. Tutti uguali.



Note
  1. ^cioè: 200/(1.000/100)= 20% - la formula è [spesa servizi / (reddito disponibile / 100)]
  2. ^cioè: 200/(10.000/100)= 2%
  3. ^cioè: 200/(600/100)= 33,33%
  4. ^cioè: 200/(9.300/100)= 2,15%
  5. ^ Eurispes: Italia fanalino di coda Ocse per salari, al top per fisco




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2 commenti, per adesso

Unbeinger 19 Jul 2010

Complimenti! venite a trovare la mia rivoluzione senza fregature?http://unbeinger.wordpress.com

manuela 22 Jul 2010

È nato un Movimento di persone, in cui ciascuno avrà un peso. Il programma è fatto di 7 punti:Energia, Salute,Trasporti, Economia, Informazione, Istruzione e Stato e cittadini.

Guarda tutti i post sul BLOG!:
http://www.beppegrillo.it/movimento/

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