a Naked View
Il mito dell'informazione
La realtà non è quella che vediamo
L'informazione si è trasformata in un involucro oleoso che ci avvolge impedendoci di vedere attraverso e al di là.
Informazione e riflessione sono costantemente in contrasto perché la velocità e la mole di dati che ci investe in ogni istante è tale da stordirci, impedendoci di riflettere a freddo e mettendoci nella condizione di cercarne spasmodicamente un'altra dose perché l'ultima, dopo una temporanea euforia, ci ha lasciati vuoti e insoddisfatti.
Tutto ci viene mostrato come importante: ogni cosa (global), ovunque (glocal) è sullo stesso piano, senza alcuna apparente gerarchia che ricaviamo esclusivamente dalla scaletta delle news o dalla paginazione di un giornale.
Invece proprio la complessità (elemento che contraddistingue sempre più i nostri tempi), per essere aggredita, necessita di tempo. Tempo per riflettere, tempo per scomporre, indagare, esaminare e alla fine comprendere: dovremmo somigliare ad un sommozzatore che si immerge, piuttosto che ad un surfista che scivola.
Cogliere e distinguere ciò che è essenziale da ciò che non lo è. Allontanarci dal chiacchiericcio mediatico per scoprire che niente, di quello che vediamo, accade veramente e solo quello che non vediamo (o non vediamo più) accade davvero.
I libri come antidoto
Il flusso continuo in cui siamo immersi, il liquido informativo-amniotico che ci circonda, è come un mantra, un rosario sempre acceso.
La lettura dei libri allena il cervello e la nostra coscienza a questa complessità.
La lettura è un antidoto alla scomposizione del nostro IO, frantumato e disperso in mille rivoli, digitali e analogici, internet o il telefono, il cellulare o l'Ipod, la televisione o i videogame, la radio...
Il libro è una narrazione che impegna il nostro cervello e, prima di arrivare alla pancia, fa passare tutto attraverso il filtro della ragione. Le immagini, al contrario, oltrepassano le nostre barriere razionali, così come i suoni, e diventano pura esperienza emozionale.
La televisione, mezzo principe ancora per molti anni di questo fiume informativo, è per sua stessa natura autoritario: ciò che viene detto dalla televisione possiede un'autorità e un'autorevolezza che rendono tutto vero, a prescindere. Per questo è divenuta la nostra finestra sul mondo, perché è ciò che inconsciamente assumiamo essere la voce e gli occhi di un'autorità superiore. La vera Verità.
La moltiplicazione della realtà
La realtà diviene soprattutto quello che vediamo, più di quello che che viviamo. Se ripetuta, qualcosa (qualunque cosa) diventa importante, perché l'autorità che viene riconosciuta ai mezzi d'informazione è quella di un immaginario consesso di saggi, un padre padrone, un dio biblico, che esaminato tutto, l'accaduto e l'accadibile, ci presentino quello che è dav-vero importante.
L'unica difesa che possediamo è la nostra capacità di frenare le passioni e gli istinti, e ragionare sui fatti. Esaminare la realtà delle cifre e se a sensazioni dobbiamo affidarci, che siano quelle da noi provate e non da altri indotte: attraverso discorsi radiofonici piottosto che articoli di giornale o servizi televisivi. Dobbiamo interrogarci sull'origine delle nostre convinzioni, se siano motivate da fatti o indotte da esperienze esclusivamente mediate.
Cinque omicidi mostrati dalla televisione, non sono più cinque omicidi singoli che influenzano la cerchia di persone toccate dalle singole tragedie, ma diventano cinque omicidi per ciascuna persona di fronte al video per ogni servizio visto per ogni televisione che l'ha trasmesso, per ogni radio che l'ha raccontato, per ogni giornale che l'ha descritto. All'improvviso questi cinque omicidi inondano l'intera nazione e non sono più confinati nei luoghi dove sono accaduti. Le reazioni che si scatenano a partire da un simile evento (paura, odio, rancore, insicurezza, ...) sono applicabili ad ogni evento mediaticamente narrato.
Per irrobustire le nostre capacità di giudizio e discernimento, occorre dunque nutrirsi di libri poiché il libro permette il raccoglimento della lettura, la completezza della trattazione e la riflessione su quanto ci viene comunicato. La pausa di raccoglimento per valutare quanto detto, la valutazione delle prove a carico o a discarico sono peculiari della lettura.
Con la televisione non ci troviamo su posizioni paritarie, critiche e attive: siamo più simili a degli otri senza fondo che vengano riempiti senza tregua. Ma un fondo esiste sempre, e prima o poi quanto riversato dentro tracima, con il marciume accumulatosi nel tempo.
Anche il libro ci impone una visione, è una sorta di referendum sul pensiero dell'autore, ma la posizione è paritaria: c'è un'opinione proposta non una verità che discende dall'alto, come lo spirito santo.
Non ci sono risposte facili
La possibilità di districarsi nella complessa e sempre più interdipendente società contemporanea necessita della capacità di vagliare, scartare, interrogare, interpretare, collegare la massa di informazioni in cui siamo immersi. Il loro fluire istantaneo e continuo ci dà l'idea che tutto accada ad una velocità non commensurabile. Ora, se in parte ciò è vero (il tempo e la realtà scorrono continuamente), occorre tuttavia constatare come sia una sensazione indotta
Durante un mio soggiorno di alcuni mesi in Irlanda, non ho pressoché avuto accesso ad informazioni riguardanti l'Italia (la politica, per non parlare della cronaca...). Al mio rientro, la sensazione che ho avuto è stata che niente di significativo fosse accaduto. Adesso che sono nuovamente immerso in questo fluido e leggo numerosi quotidiani ogni giorno per non parlare dei telegiornali dei programmi di approfondimento dei programmi radiofonici...ho nuovamente la sensazione che tutto accada continuamente.
Rendere importante ciascun punto sulla linea della storia equivale a dire che niente è importante, che niente accade davvero, che tutto si equivale. Un avvenimento (qualunque avvenimento) equivale un altro avvenimento (qualunque altro avvenimento). Il che è una menzogna.
Per questo motivo si è poi incapaci di focalizzarsi e premere su ciò che importante lo è davvero. L'accumulo di informazioni non è conoscenza. Ed è solo attraverso la conoscenza che si può attuare un'azione sensata e positiva nel mondo.
Anche i libri, alla fine, non sono tutti uguali. Vi sono libri migliori di altri, libri pessimi, libri intelligenti e libri stupidi, ma è la lettura stessa ad allenare la nostra capacità di giudizio. La migliora, la fortifica. Ci apre nuovi orizzonti, ci fa riflettere su posizioni che abbiamo assunto in precedenza e ci rende sempre più intollerabile la stupidità e la bruttezza.
Ci rende più forti nella nostra capacità di resistere agli istinti e consapevoli nella nostra scelta di assecondarli, rendendoci alla fine meno manipolabili. In modo che i nostri comportamenti non siano reazioni, ma azioni consapevoli.
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32 commenti, per adesso
BiGi 03 Jun 2010
E' vero... bisognerebbe leggere molti più libri e evitare le notizie sceme/inutili!
Graziadei 03 Jun 2010
Bellissima disamina, ho molto apprezzato. Grazie
fabio 04 Jun 2010
Da wikipedia " Il mezzo è il messaggio" L'espressione "il mezzo è il messaggio" ci dice perciò che ogni medium va studiato in base ai criteri strutturali in base ai quali organizza la comunicazione; è proprio la particolare struttura comunicativa di ogni medium che lo rende non neutrale, perché essa suscita negli utenti-spettatori determinati comportamenti e modi di pensare e porta alla formazione di una certa forma mentis. Ci sono, poi, alcuni media che secondo McLuhan assolvono soprattutto la funzione di rassicurare e uno di questi media è la televisione, che per lui era un mezzo di conferma: non era un medium che desse luogo a novità nell’ambito sociale o nell’ambito dei comportamenti personali. La televisione non crea delle novità, non suscita delle novità, è quindi un mezzo che conforta, consola, conferma e "inchioda" gli spettatori in una stasi fisica (stare per del tempo seduti a guardarla) e mentale (poiché favorisce lo sviluppo di una forma mentis non interattiva, al contrario di internet e di altri ambienti comunicativi a due o più sensi). -------------------------------------- E allora dico io: perchè non la smettiamo di farci creare la nostra realtà da altri ? Smettiamo di guardare la cattiva televisione. Recuperiamo la nostra possibilità di vedere e vivere la nostra vita come la vogliamo.
merovingio 06 Jun 2010
E' certamente così. Internet in una prima fase ci ha liberato dall'assenza totale di senso critico causata da una sovraesposizione alla TV. Ora avviene che la riconquista della coscienza viene messa in discussione dall'eccesso d’informazione mediata dalla Rete che diventa "rumore" e che limita la concentrazione e la focalizzazione su quelle che sono le priorità, oltre a creare una certa confusione condita da una conoscenza di massa superficiale e non interiorizzata che ha diverse conseguenze tra cui l'immobilismo, la pigrizia mentale dovuta all’abbondanza di soluzioni immediate, ma troppo spesso semplicistiche e veloci, oltre alla dispersione di energie psichiche ed emozionali (argomento di un interesse unico). Spero di non perderti di vista, ma non dipenderà solo da me.
Giovanni 09 Jun 2010
Un po di bibliografia? Iniziando da I BARBARI Saggio sulla Mutazione di Baricco...sempre che poi si tratti di un libro...
Danx 09 Jun 2010
Ci riempiono di informazioni per annullarci il pensiero, per omologarci con la bacchetta magica degli industriali che vogliono i telespettatori semplici consumatori. Dopo la TV ora è il turno di Internet: telegiornali e quotidiani da sempre al soldo di pochi ricconi che censura le info provenienti da certi settori considerati radicali e anti-italiani, ora vogliono cercare di convincere la massa, che li segue acriticamente, ad acquistare dei nuovi aggeggi tecnologici (i ricconi di cui prima, gli industriali, ringraziano) per ricevere in ogni istante le loro notizie. Se fino ad ora si poteva essere liberi di avere propri pensieri quando si usciva - a parte quando si "giocava" con gli sms o si telefonava - da domani il nostro cervello sarà come perennemente occupato a passare al setaccio tutti i vari siti, blog, social network in cerca di non si sa bene cosa. Ormai Internet è considerato un passatempo, un fine, non un mezzo attraverso il quale accrescere la propria conoscenza, rinforzare le proprie opinioni e, miscelando il tutto, cercare di cambiare stile di vita. Ora è semplicemente una scusa per comprare un nuovo giocattolino tecnologico che, i TG non lo dicono, viene prodotto dai nostri schiavetti in Cina. DANX
baku 21 Jun 2010
@bigi
si è vero dovremmo leggere molti più libri, dovremmo cibarci di alimenti migliori.
@Graziadei
Prego :)
@Merovingio
Dopo una certa velocità, l'informazione diventa rumore.
franco rm 28 Jun 2010
molto interessanti le tue considerazioni sul modo che veniamo iondati di notizie per farci perdere il senso critico.
il senso critico èdifficile da formare ma possiamo aiutarlo con le letture giuste non solo dei libri ma anche dei siti.
mi permetto di consigliarne uno ai te e ai tuoi lettori
http:
//www.disinformazione.it/
Kubilaikhan 30 Jun 2010
Articolo davvero ben scritto.
Purtroppo la verita` non é mai pura e raramente é semplice, Oscar Wilde docet.
E`questa una delle armi piu` usate per cucinarla in tutte le salse.
emiliano 01 Jul 2010
Mi avete fatto venire in mente mia nonna che quando c'era una discussione in famiglia diceva "Ma l'anno detto in televisione!" e quindi era vero.
Gli unici rischi che prendono sono le previsioni del meteo
vladimir 22 Jul 2010
Tutto sacrosanto!
Per non dire poi, quando si utilizzano le notizie per creare campagne tese alla sopraffazione di un genere sull'altro.
60 donne ammazzate da uomini in un anno (dei 10 o 20 uomini ammazzati dalle donne non frega nessuno)= 30.000.000 di donne che rompono le palle a 29.999.940 uomini innocenti, attraverso le loro campagne strumentali e false tese alla sopraffazione sull'uomo. Esempio illuminante:
http://lindipendente.splinder.com/post/19780695/Violenze+in+Famiglia:+quello+c
patrizia 23 Jul 2010
ecco vladimir...ci sei cascato...
i femmicidi sono stabili...il parlarne serviva appunto a dare a uno come te...l'occasione per sfogare i suoi irrisolti (=le donne rompono...)a me frega dei 10 o 20 uomini ammazzati dalle donne, come credo a qualsiasi persona che si possa definire persona, e anche di quelli ammazzati dal lavoro, o dai propri padri, o dai governi...e guardo le notizie oramai come si trattasse di una fiction....tipo: vediamo cosa vogliono che io pensi oggi....
un abbraccio fraterno, pacifico e ri-conoscente a tutti...
vladimir 23 Jul 2010
@ Patrizia
Non mi riferivo (ovviamente) a tutte le donne, ma a vasti settori femministi pervasi da misandria, in particolare alle giornaliste (argomento informazione) o tipi come la Carfagna la quale diffonde dati secondo il link che ho citato del tutto fuorvianti: 7 milioni di donne vittima di violenza da parte degli uomini (a volte diventate 14 milioni), laddove tra le violentate figurano mogli o compagne alle quali si sia rivolto l’invito (magari molto garbatamente) a non spendere troppo. Ugualmente tra le violentate da uomini quelle criticate per come cucinano; ugualmente tra le violentate quelle criticate per il modo di vestire!
L’argomento è terrificante! Lo scopo di tutto ciò? Non so, ma il risultato è il massacro degli uomini (legislativo-giudiziario) che ormai si vedono condannati per “molestie sessuali” per aver guardato troppo una donna, anche se non hanno fatto gesti,parlato,toccato E' ACCADUTO!; condannati; per stupro perché pur senza una effettiva resistenza della moglie “avevano capito che lei non desiderava…..”. Ma la campagna ha altri risvolti ancora più “interessanti”, ad un uomo (padre separato) non si danno i figli (quindi la casa), tutti sanno che gli uomini sono violenti, meglio evitare e andare sul sicuro, figli-casa- mantenimento alla donna vittima, tanto più se esistono denunce di maltrattamenti: 80% delle denunce di maltrattamenti false e strumentali, lo dicono tre procuratrici della repubblica, LEI LO HA MAI SAPUTO DAI MEDIA? .
Se vuole si legga qualche approfondimento qui:
http://violenza-donne.blogspot.com/
vladimir 23 Jul 2010
AMNESTY INTERNATIONAL ammette il proprio errore nel aver divulgato attraverso i media di mezzo mondo l'altra COLOSSALE BUFALA secondo la quale la violenza domestica sarebbe stata la prima causa di morte delle donne.
http://asiapacific.amnesty.org/library/index/engACT770012004
Una persona normale ed onesta si dovrebbe chiedere se sia mai possibile un errore del genere da parte di cotanta organizzazione, la risposta è NO!
Una persona normale, onesta ed intelligente dovrebbe chiedersi se la bufala non avrà i suoi effetti in eterno nella mente della gente che l'ha subita (legislatori compresi).
Gianluca Pace 29 Aug 2010
l'informazione purtroppo non esiste più, o forse non è mai esistita... esistono solo gruppi di potere che posseggono o influenzano tv e giornali per controllare il flusso delle informazioni... la democrazia non è solo la possibilità di votare ma è poter contare tutti qualcosa.. e l'italia non è mai stata una democrazia...
Franck 28 Sep 2010
Secondo me ma non solo secondo me ma secondo la realtà dei fatti, influenzare la gente o le masse in modo psicotico ed ossessivo, in poche parole gonfiando le informazioni, serve a chi ci governa per far approvare leggi che in condizioni normali sarebbero Disumane ed Inpopolari, questo sta già succedendo in Italia ed anche in USA, solo che c'è una differenza, nel resto del Mondo c'è una controinformazione che fa aprire gli occhi alla gente ed a stimolare lo stadio critico di ognuno, in Italia si ipnotizza la gente in modo da non avere opposizione e da non avere informazioni che stimolano lo stato critico delle masse, in modo che tutti, possano prendere per giuste certe riforme esagerate e Disumane, aveva ragione Orwell in 1984
Carlo Carminati 12 Nov 2010
A proposito di informazione manipolata, vi segnalo questo sito "tematico":
http://unimediapisa.wordpress.com/
TNEPD 21 Dec 2010
Ciao,
per me non ci sono scuse, c’e’ troppa roba inutile. Le edicole non vendono – come presumo ci si aspetti da loro - consapevolezza quotidiana a basso costo, bensi’ spacciano dosi massicce di cellulosa rettificata al solo scopo di ottenebrare le volonta’ dei facenti uso e il taglio e’ pure pessimo.
Il resto della mia prognosi sull'eccesso d'informazione e'qui:
http://tnepd.blogspot.com/2010/12/392-modi-per-dirti-le-morta.html
Spero di aver contribuito al dibattito. Se cosi' non fosse... pardon.
TNEPD
CookeHarriett 29 Dec 2011
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ottenebrare le volonta’ dei facenti uso e il taglio e’ pure pessimo.
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Tempo per riflettere, tempo per scomporre, indagare, esaminare e alla fine comprendere: dovremmo somigliare ad un sommozzatore che si immerge, piuttosto che ad un surfista che scivola.
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Per questo è divenuta la nostra finestra sul mondo, perché è ciò che inconsciamente assumiamo essere la voce e gli occhi di un'autorità superiore. La vera Verità.
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