a Naked View 

La realtà, senza fregature.
07 Aprile 2010

Università, lavoro e giovani: vuoti a perdere


L'istruzione, da sola, non serve a niente

Dirò una verità sgradita: più istruzione per tutti signfica che quell'istruzione vale meno.


Che i lavori per i quali quel tipo di istruzione è richiesta (la domanda) vedranno un numero sempre maggiore di abilitati (l'offerta), tantoché il salario pagato a quei lavoratori finirà per diminuire (domanda vs offerta).


Un altro motivo per il quale i giovani delle nuove generazioni hanno lavori a salario basso è che, essendo i loro contratti a progetto o a tempo determinato e quindi a scadenza, soffrono continuamente degli aggiustamenti del mercato.


Ad ogni scadenza l'asticella del salario si alza o si abbassa, assestandosi su di un nuovo equilibrio in base alla situazione del mercato in quel momento (e dell'economia in generale), in base al numero di nuove figure professionali formate per quella determinata professione e in base al numero di lavori offerti sul mercato. Chi invece ha un contratto a tempo indeterminato si limita a registrare gli scatti del proprio stipendio oppure a rinegoziare un nuovo stipendio forte dell'impossibilità del datore di lavoro di licenziarlo, sostituirlo o far arrivare il contratto alla sua naturale scadenza senza rinnovarlo (pratica questa assai diffusa).


Obbligati a lottare contro Golia

Quindi il mercato del lavoro può essere brutalmente diviso tra chi lavora e chi no. E poi tra chi è più sottoposto alle leggi di mercato e chi meno.


E' chiaro che esistono poi professionisti che in virtù delle loro qualità e soprattutto della nicchia di mercato in cui operano possono permettersi di spuntare tariffe migliori, ma sono gli estremi di una curva dalla pancia piuttosto ampia. E comunque i professionisti ci sono sempre stati. Il punto è che molti dei lavoratori dipendenti si sono trovati scaraventati nel mondo dei professionisti senza avere una professione che li difendesse dal mercato e nel mercato (per non parlare dell'esperienza professionale alle spalle e dei contatti che erano il bagaglio del quale un dipendente si muniva, di solito, prima di fare il salto nell'arena delle professioni libere).


Sfruttare, sfruttare e ancora sfruttare

Tutto questo si innesta in un mercato, quello Italiano, in cui i lavori offerti sono spesso a basso contenuto tecnico, per i quali un'alta qualificazione è inutile perché c'è una propensione assoluta al risparmio: per cui molta della preparazione impartita ai laureati è spesso inutilizzabile, tanto che ci sarebbe da chiedersi se siano davvero le Università a non funzionare o se piuttosto non sia il mercato del lavoro nostrano a non aver bisogno di laureati qualificati: e quindi ad essere sostanzialmente un mercato da paese del terzo mondo.


Inoltre, una mefitica situazione ha fatto si che si creassero un numero enorme di figure che hanno in mano i contatti con le aziende e si limitano a rivendere i lavoratori a queste ultime, intascando una sostanziosa parte del compenso dei lavoratori, lucrando di fatto sul loro lavoro. I dipendenti si trovano dunque fregati due volte: una prima volta perché sottoposti alle incertezze delle nuove forme contrattuali e del mercato; una seconda volta perché sfruttati dal loro secondo padrone, le società di bodyrental o le cooperative o....


Non era la preparazione universitaria in quanto tale a dare, in passato, la possibilità di avere un lavoro ben remunerato, ma la scarsità di laureati in un mercato sotto dimensionato per il lato dell'offerta.


E' per questo che le elites mandano i propri figli a studiare all'estero, in scuole prestigiose. Per differenziarsi rispetto ai "normali", non tanto per le effettive competenze acquisite, ma per la scarsità di titoli paragonabili: per cui una laurea ad Harvard varrà comunque di più di una laurea dell'Università di Padova e un Master a Londra di uno svolto a Firenze. Ovviamente tutte queste qualifiche servono soprattutto in contesti aziendali importanti, cioè in una esigua minoranza di aziende rispetto alla stragrande maggioranza di piccole aziende padronali e maledettamente familiari che esistono in Italia, nelle quali una spesa in più equivale a una barca in meno.


Oggi quei figli dell'alta borghesia seguono altre rotte. Lasciando nelle secche i figli sfortunati di un'Italia che ingenuamente c'aveva creduto davvero.




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12 commenti, per adesso

orfeo 13 Jun 2010

LA REALTA' E' CHE IO GUADACNO 7 EURI L'ORA, CHE POI NETTI DALLE TASSE RESTANO CINQUE. MENTRE IL MIO DATORE DI LAVORO "IL PADRONE" NE PRENDE CINQUANTA! POI I LADRONI ROMANI GLIENE FREGANO 25. TI PARE GIUSTO? PIU' SCHIAVI DI COSI' NON SI PUO' TUTTO IL RESTO....SONO FROTTOLE DIVERSIVE. CIAO.

Luxabb 24 Jun 2010

Caro Orfeo,se ti può essere di consolazione ,devo dire che io ne guadagno meno di te alzandomi alle 5,00 del mattino per lavorare 3 ore al giorno da contratto.Poi devo sottostare a vari ricatti ...per poter fare ulteriori ore.Il colmo di tutto ciò è che faccio parte(essendo socio lavoratore),di una cooperativa sociale s.r.l. O.N.L.U.S. (Tutto da ridere).Quando ne parlo c'è anche chi mi dice che c'è di peggio(con tono benevolo e di circostanza).Tutto da ridere.Più schiavo di cosi. Solo che mi alzo al mattino ho speso più di quello che andrei a guadagnare.Ciao

vom 26 Jun 2010

Caro Orfeo, caro Luxabb,
io non sono nemmeno laureato, ma dopo 15 anni di sangue sputato sono arrivato ad un lavoro che molti definiribero una fortuna:
Mi pagano una buona cifra per spremere macchinari(ottimizzare la produzione) e le persone ad esso collegate.
visto il non interesse delle aziende a produrre in Italia, mi occupo degli altri paesi...Egitto, dubai oman, australia
Tutto quello che guadagno mi basta appena a pagare un mutuo di una casa in cui non posso vivere e nn posso abitare e gli alimenti di una figlia che riesco a vedere 3 giorni al mese..
E da febbraio che finalmente "sono arrivato" e mi fa schifo dove sono arrivato e cosa sono diventato... sono un manager che non e altro che un ciuco con una carota che diventa sempre piu lontano..
se ancora siete liberi, se ancora non siete incastrati in mutui impossibili , debiti oltre le vostre possibilita', non vi fate ingannare, non si arriva da nessuna parte seguendo il lavoro, il dovere... ti spremono solo di piu' ti arrivano a contestare che non puoi affittare auto o casa non al giusto livello perche sei l`immagine dell azienda, se poi non ti rimane i soldi per vedere tua moglio o tua figlia, meglio ,almeno non ti distrai.
scappate, fregatevene, vivete finche siete in tempo

LuxAbb 28 Jun 2010

Ciao vom, grazie per il consiglio.Conosco molte persone che fanno il tuo lavoro e ti capisco perfettamente.Niente di personale , ma è un lavoro che non tengo a fare.Dico solamente che il sogno di Libertà, questo sistema riesce ad annullarlo perfettamente. A meno che uno non sia ricco e potente da potersene comprare un pochino, la Libertà è pura utopia.Siamo schiavi inconsci di tutto ciò che ci viene propinato giornalmente, quasi ad arrivare a pensare che questa sia la normalità delle cose.Credo che chi più, chi meno... Siamo tutti un pochino lobotomizzati dalla nascita.Ciao

Silvia 29 Jun 2010

Ciao, io sono una ragazza di ventidue anni che per poter proseguire gli studi lavora ogni giorno da quando ne aveva più o meno 17. E' triste sentire che più istruzione per tutti meno valore avrà, perchè sarebbe giusto che ogni persona avesse il diritto all'istruzione, alla parola e al potersi creare un'opinione, senza accettare ad occhi chiusi tutto ciò che dai media gli viene inculcato. La non istruzione e l'ignoranza porta alla non informazione, alla non consapevolezza che oltre a quella tv venduta e corrotta possa esistere qualcos'altro. La non istruzione porta le persone a credere e appoggiarsi su idoli e miti falsi, soltanto perchè magari carismatici e bravi oratori.
Credo che oggi come oggi l'istruzione non sia cosa per tutti, dato che le tasse universitarie ormai sono alle stelle e che gli stipendi sono ridotti ai minimi termini, a meno che però con quel 'tutti' non intendiamo persone nella fascia medio alta.
Se ognuno di noi fosse in grado o avesse la possibilità di conoscere i fatti come realmente accadono o anche soltanto avesse la curiosità di capire come davvero gira il mondo che abbiamo attorno ... beh ... potremmo iniziare già a parlare di libertà.

Luigi 02 Jul 2010

Cara Silvia, non è che l'istruzione non ha valore, anzi ne ha infinitamente a prescindere dal lavoro che poi uno farà: è il suo prezzo che cala moltissimo. Sembra lo stesso, ma non lo è.

Silvia 05 Jul 2010

Dipende dall'utilizzo che una persona fa della propria istruzione, tutto può essere svalutato, come tutto può trovare senso e valore.

Alb 24 Jul 2010

L'istruzione DI BASE dovrebbe essere per tutti, ma l'istruzione superiore dovrebbe essere riservata ai più meritevoli, a chi è veramente motivato. Troppi fuoricorso, l'università fatta in 20 anni, magari con il posto da funzionario già pronto per il raccomandato di turno, non può avere lo stesso valore di una laurea ottenuta studiando duramente per 5 anni. Il paradosso italiano...

leonardo 27 Jul 2010

In Italia, come in tutto il mondo, dovrebbe vigere una meritocrazia, ovvero affidare posti di lavoro e responsabilità a persone qualificate (MERITEVOLI!). Il disastro sono i nostri padri, il mondo che loro hanno creato, fatto di favori, raccomandazioni, un mondo che va bene per chi "piace". Noi dobbiamo migliorare questo mondo, e non lasciare la merda ai nostri figli...

Filly 15 Sep 2010

Io sono socia lavoratrice di una cooperativa sociale che gestisce un centro per disabili. Io all'interno del centro lavoro come operatrice. Il presidente della cooperativa è un prete e pensa di poter gestire il centro come una grande famiglia, assume persone anche se non ci sono molti soldi, tutto questo (dice lui)va fatto per lo spirito di cooperazione. In realtà di cooperativo non c'è niente, noi soci non decidiamo, decide tutto lui. Altro che cooperativa è solo una dittatura.
Ora è da marzo che non ci paga e temo che con la scusa che siamo datori di lavoro di noi stessi (essendo soci) possa non pagarci affatto. :(

Frank 28 Sep 2010

E per non parlare del mobbing sul lavoro e nelle università, il lavoro e l'istruzione in cambio dei favori sessuali bella Merda anche questa, dove finisce il Buon Senso inizia la Merda, così comincia una Dittatura, snaturando i veri valori ed i sani valori della società, in modo che l'Individuo si snaturi e diventi una macchina materiale per favorire il Regime, mica è uno scherzo se hanno avuto l'occasione per violarci è proprio per il "Nostro adattamento al Sistema" ed ora se ne vedranno di belle, in Italia è il campo sperimentale e nel mondo una successione, che ridere anzi che disgusto eclatante parlo da 26enne, che ha sempre tenuto una certa personalità ed ha sempre fatto battaglie per il rispetto della Privacy e dei Diritti Umani ed informato la gente in modo critico su certi argomenti e riforme, vi ricordate il film "Essi Vivono E Noi No" bhe, è proprio così o se non è proprio così, ci siamo quasi

Ros 06 Nov 2010

Buongiorno, ovrrei aggiungere il mio commento. Leggo che l'articolo di partenza a tutte le discussioni che si sono attivate succssivamente inizia così "dirò una verità sgradita". Io sono del'79 e personalmente questa realtà è graditissima, simbolo del mio pensiero da quando ero ragazza, forse è uno dei pochi articoli che leggo negli ultimi 12 anni che mi rappresenta, rappresenta quel che pensavo a 20 anni e quel che penso ora a 31. Oramai sono una donna ma sono stata una ragazza che ha vissuto la prima "impossibilità di trovare lavoro con il diploma - dicevano già i professori del Liceo - si consiglia di proseguire gli studi". Lo studio è un diritto e non un dovere. Le scuole dell'obbligo con i loro problemi economici, gestionali, istituzionali, amministrativi sono per tutti. L'università che doveva garantire il posto di lavoro, la laurea chiamata "il pezzo di carta" era l'in più che sembrava salvarti la vita nel mondo del lavoro. Sono stata una ragazza che ha cominicato a scegliere a 22 anni; la mia piccola esperienza professionale di vita, con la mia imprudenza, incoscienza mi ha fatto azzardare a provarci a diventare grande quando tutti consigliavano di rimandare le decisioni dopo l'Università. Ora che vedo che i miei coetanei che hanno fatto scelte diverse dalle mie, sono rimasti a casa coi genitori per credere a quel posto di lavoro grazie al "pezzo di carta", ora che li vedo, ci vedo, mi dispiaccio e non poco. Forse ero portata allo studio come altri ma esiste anche chi non lo è portato per nulla. Io però non potevo permettermelo, ho cercato di affacciarmi nei miei primi lavori da ignorante ed era vero:non sapevo fare nulla. Ma volevo una retribuzione ed ero voleterosa di imparare per aumentare con l'esperienza anche il mio salario.
Le mie scelte mi hanno portato ad abbandonare gli studi e ad avvicinarmi al lavoro perchè i miei desideri erano di andar via di casa per trovare l'indipendenza. Quel che mi sono prefissa l'ho raggiunto e ne sono felice. Nelle favole tutto finisce bene anche dopo mille peripezie. Premetto di essere stata ed essere tutt'ora sia concreta che idealista e sognatrice. Sapevo e so che ogni traguardo comporta fatica:tutto non si può avere. E trovo giusto anche questo, equilibrio tra ciò che si ha e ciò che manca. Di equilibrio oggi è inutile starne a parlare perchè mi pare ovvio che non ce sia in tutti i campi ma non si può sproporzionare ulteriormente le cose.

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